Da ormai diversi anni, Romolo Gentili, patron del Frantoio di famiglia situato a Farnese nella Tuscia Laziale, dispensa consigli e suggerimenti utili per consumatori di olio EVO al fine di sensibilizzarli verso consumi responsabili e sostenibili. Sembra più una mission che un lavoro, quella che Romolo sta portando avanti con sforzi ed energie che lui stesso ha voluto dedicare alla corretta informazione sull’olio, sulle sue qualità ed i benefici per il nostro benessere. Ma come ci tiene lui stesso a sottolineare – quando si parla di olio di qualità, perché tutte le proprietà organolettiche e nutraceutiche dell’olio EVO, si mantengono se c’è attenzione dalla materia prima, lungo tutta la sua filiera fino all’imbottigliamento del prodotto finale-.
Partendo da un primo focus sulla produzione mondiale di olio, sappiamo che la Spagna detiene il primato con una produzione complessiva di circa il 40% di quella mondiale, seguita dall’Italia (almeno fino al 2023 perché attualmente si posiziona al quarto posto) con un 10% di produzione mondiale, poi Grecia (nel 2024 ha superato l’Italia), Tunisia (sempre del 2024 ha superato l’Italia) e Turchia. Come possiamo concludere sono tutti paesi che appartengono all’area mediterranea e che contribuiscono insieme a Marocco e Portogallo a produrre circa l’80% dell’olio che si consuma in tutto il Mondo.
La produzione aumenta, anche perché il fabbisogno di questo prodotto è in crescita, sia per le proprietà benefiche sul nostro organismo che gli studi e le ricerche degli ultimi 20 anni hanno fatto emergere con chiarezza, sia per il valore riconosciuto alla dieta mediterranea che vede il consumo di olio EVO un must tra i dettami della dieta stessa. Gli sforzi dei vari olivicoltori europei sono tanti e variegati per poter soddisfare il fabbisogno di consumo, primo tra tutti il clima, le stagioni stanno cambiando e ogni periodo le piante devono sopportare sempre nuovi disagi, grandinate anomale, picchi di umidità, estrema siccità e nuovi e minacciosi parassiti che attentano la produzione. Questo ha portato ad un significativo aumento dei costi dell’olio EVO che si trova in commercio, esponendo così il mercato e la commercializzazione dell’olio al rischio di frodi e sofisticazioni. A conferma di ciò, durante il 2025 la Corte dei conti europea dovrà pubblicare i risultati di una valutazione indipendente (audit) che andrà ad analizzare l’efficacia della protezione Europea (Unione) sul prodotto olio. La notizia è riportata da Askanews, dove si legge che l’audit si concentrerà sui sistemi di controllo delle norme di commercializzazione e sicurezza alimentare dell’olio, per proteggere tanto i consumatori quanto i produttori. I paesi dove gli auditor della Corte si recheranno sono Spagna, Italia e Belgio. L’approfondimento richiesto dalla Corte dei conti europea nasce a fronte di quella preoccupazione che abbiamo anticipato sopra, e che la Corte stessa ha così sintetizzato – “Le recenti impennate dei prezzi dovute alla siccità e alle ondate di calore che hanno compromesso i raccolti l’hanno reso meno accessibile per i consumatori. Per un prodotto spesso definito ‘oro liquido’ , questi bruschi rialzi dei prezzi incoraggiano le frodi”.
Se ne deduce che qualche zona opaca sulla produzione di olio EVO in Europa esiste, e tutto a discapito di consumatori ignari che pensano di mettere nella propria tavola un prodotto considerato “elisir di lunga vita” ed invece potrebbero consumare olio che di certo non fa male, ma non così bene per il nostro organismo come un prodotto di qualità.
Quali sono allora le migliori garanzie per il consumatore finale che vuole scegliere un olio EVO buono e che faccia bene?
Per Romolo Gentili, frantoiano di quinta generazione, la soluzione è semplice, acquistare da produttori di fiducia. Se infatti il rischio di frode sul settore ha fatto alzare i riflettori della Corte dei conti europea, significa che forse qualche dubbio sulla filiera esiste, quindi il consumatore come può essere certo che la filiera sia garantita dalla materia prima al prodotto finale? Solo rifornendosi da produttori di fiducia che garantiscono sia la materia prima che il sistema di lavorazione della stessa. In Italia di produzioni genuine ce ne sono moltissime, sta al consumatore affidarsi a frantoiani onesti e seri che se anche fanno pagare qualche euro in più il proprio olio, garantiscono qualità e proprietà nutraceutiche del prodotto. La differenza di prezzo tra un prodotto di qualità rispetto ad un olio dozzinale è dovuta all’aumento dei costi della materia prima, di alcuni servizi erogati come l’acqua e del lavoro certosino dietro ogni frantoiano serio che presta attenzione a tutta la filiera produttiva, proprio per garantire qualità e salubrità del prodotto.
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