Siccità 2026 e cascola delle olive a Farnese: come sta andando la campagna nell’Alta Tuscia laziale

Agosto è il mese in cui, ogni anno, cominciamo a farci un’idea più chiara di come si sta comportando la campagna olivicola. E quest’anno il tema che sta occupando le conversazioni tra noi olivicoltori, qui a Farnese come nel resto d’Italia, è uno solo: la siccità.
Il 2026 si sta confermando un’annata segnata da caldo eccezionale e scarsità d’acqua in gran parte del Paese, con il Centro Italia — Lazio compreso — tra le zone dove agricoltori e allevatori stanno monitorando con attenzione l’evoluzione della situazione. Non piove da settimane in molte aree, le temperature restano elevate, e per gli oliveti non irrigui questo significa un solo rischio concreto: la cascola.
Cos’è la cascola e perché la siccità la aggrava
Chi ha un ulivo, anche solo in giardino, in questi giorni potrebbe aver notato piccole olive a terra. È un fenomeno che conosciamo bene: si chiama cascola, ed entro certi limiti è del tutto naturale. È la pianta stessa che, quando l’acqua scarseggia, “sceglie” quali frutti sostenere e quali lasciar cadere, per non compromettere la propria sopravvivenza. Quando lo stress idrico è troppo intenso, il seme all’interno del frutticino non si sviluppa correttamente, la pianta interrompe il nutrimento verso quell’oliva e il frutto cade.
Fino al 15-20% di cascola in questo periodo è considerata fisiologica, quindi niente di allarmante. Il problema si pone quando le percentuali salgono oltre questa soglia: lì entrano in gioco fattori come la prolungata assenza di pioggia, le temperature estreme, o — meno probabile in questo periodo per via del caldo — attacchi di parassiti come la mosca o la tignola dell’olivo.
Lo stato fenologico delle olive in questo periodo
In questi giorni le nostre piante si trovano nella fase di accrescimento delle drupe, il momento in cui l’oliva comincia a ingrossarsi e, più avanti, ad accumulare l’olio al proprio interno. È una fase delicata proprio perché la disponibilità di acqua nel terreno incide direttamente sia sulla quantità di frutto che riusciamo a portare a raccolta, sia — più avanti in stagione — sulla qualità dell’olio che ne otterremo.
La situazione a Farnese e nell’Alta Tuscia laziale
Da noi, in questa fetta di Alta Tuscia, l’annata si presenta con qualche criticità dovuta al caldo prolungato, ma senza i livelli di gravità segnalati in altre regioni del Centro-Sud. Stiamo osservando i nostri oliveti con attenzione quotidiana: dove possibile, stiamo intervenendo con irrigazioni di soccorso mirate, cercando di dare alle piante il minimo indispensabile per superare questa fase senza compromettere troppo la produzione.
È presto per dare numeri definitivi: la vera fotografia della campagna 2026 si avrà solo più avanti, quando le piogge di fine estate (se arriveranno con regolarità) potranno in parte ristabilire l’equilibrio idrico del terreno. Quello che possiamo dire oggi è che la pianta sta reggendo, e che la nostra attenzione resta alta soprattutto sulla qualità finale dell’olio, che dipenderà molto da come evolverà il meteo nelle prossime settimane.
Continueremo ad aggiornarvi settimana dopo settimana con lo stato dei nostri oliveti e le previsioni sulla campagna olearia 2026 nell’Alta Tuscia laziale.
Nel frattempo, se volete scoprire il risultato della scorsa raccolta, trovate il nostro olio extravergine qui →https://frantoiogentili.it/product-category/olio-extravergine-di-oliva/






