La primavera sta lasciando il passo alla stagione estiva, una fase importante per la pianta dell’olivo che mostra i suoi primi frutti. Anche se è prematuro fare anticipazioni e previsioni su quello che ci aspetterà a settembre, in termini di raccolta e qualità, si può analizzare l’esistente e valutare la fase che abbiamo attraversato, ovvero l’allegagione, per capire come si è comportata la pianta dell’olivo in questa stagione. Proprio in questi giorni, nella maggior parte degli oliveti italiani si possono ammirare le prime olive, piccolissime in questa fase ma pronte a crescere durante tutta l’estate.
L’importanza della primavera per l’olivo
La fine della stagione primaverile è il momento più delicato per il futuro sviluppo del frutto. Romolo Gentili del Frantoio Gentili di Farnese (VT) ci guida nel suo oliveto per capire cosa è successo e cosa aspettarsi. La prima domanda che viene da fare è: perché è così importante la primavera per la pianta dell’olivo? È molto importante perché con l’arrivo della primavera, la pianta di olivo subisce una trasformazione naturale dovuta all’aumento delle temperature e delle ore di luce. È proprio durante la primavera che avviene il processo di germogliamento, un percorso naturale e graduale che inizia con l’apertura di nuove foglie dal bocciolo e che porta poi alla crescita dei nuovi rami. Le gemme che germogliano dall’olivo già danno buone indicazioni sul valore della raccolta del prodotto finale, dato che in questo periodo inizia la formazione del fiore che successivamente si trasformerà in frutto.
L’effetto delle piogge e la fioritura
Le piogge che sono cadute nei mesi di aprile e maggio, come spiega Romolo, hanno fatto molto bene alla pianta dell’olivo, idratandola in una fase particolarmente delicata, successiva a diversi anni con inverni secchi che minacciano le produzioni, come è stato per il 2021 con una raccolta scarsissima. Come ricorda Romolo, frantoiano di quinta generazione, le piogge invernali sono un elemento fondamentale per una buona fioritura.
Le fasi della fioritura e allegagione
Ora la fase di fioritura, come già è stata approfondita su questo spazio informativo, è un processo delicato e abbastanza lungo, che inizia con la formazione del fiore e porta alla trasformazione dello stesso in frutto. Una fase che in termini tecnici si differenzia in: mignolatura, antesi e allegagione, la più conosciuta. • Mignolatura – corrisponde alla prima fase e prende il nome dalle infiorescenze a forma di grappolo (mignole) che fanno la loro comparsa sulla pianta solitamente nel mese di maggio (a seconda dell’area di sviluppo). • Antesì – è un altro momento particolarmente delicato perché coincide con l’impollinazione (avviene con l’azione del vento), ovvero quando i fiori sono del tutto aperti. • Allegagione – solitamente avviene in questo periodo (primi di giugno), quando alcuni fiori si sviluppano e si trasformano in frutti. È importante, nella fase conclusiva dell’allegagione, che la stagione sia ben ventilata ed asciutta, soprattutto senza nebbie che compromettono la trasformazione del fiore in frutto.
Le prime osservazioni del Frantoio Gentili
Durante la fase finale di questa primavera, spiega Romolo, la fioritura sembra ottima e i segnali sono tutti positivi, anche se l’allegagione è avvenuta con un mese di anticipo. Dovremo comunque attendere ancora qualche mese prima di sbilanciarci in possibili previsioni, dato che un’estate troppo siccitosa potrebbe incidere sulla produzione.

