INIZIA LA RACCOLTA DELLE OLIVE NELLO STIVALE: ANTICIPAZIONI, CURIOSITA’ E PREVISIONI

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Olive 2021

Ottobre è iniziato, l’estate è oramai un ricordo dopo questo rigido inizio di autunno e la raccolta delle olive sta partendo anche in Italia, tra buoni auspici e qualche interrogativo. Le prime previsioni, stando alle analisi di Coldiretti, Ismea e Unaprol che si sono concentrate su una prima spremitura in Sicilia, parlano di una produzione in aumento rispetto alla campagna 2020 per un prodotto buono e genuino. Secondo i dati sembrerebbe che la produzione di olio questo anno potrebbe toccare i 315 milioni di chili, facendo così registrare l’aumento accennato rispetto allo scorso anno, quando invece la produzione si è fermata a 273 milioni di chili. Possiamo quindi dire: “bene, ma non benissimo”, visto che l’incremento previsto per questa annata non permetterà di compensare a pieno la triste annata dello scorso anno.  Una stagione, quella del 2021, che infatti risentirà delle bizze del clima, l’assenza di pioggia e la lunga siccità andranno a condizionare la raccolta in diverse regioni d’Italia, come per esempio la Puglia, cuore olivicolo pulsante del nostro Paese, che da sola produce la metà dell’intera raccolta nazionale. La vicina Calabria possiede una campagna diversificata con alcune aree costiere in forte carica, così come in altre zone interne, mentre in altre province le produzioni si preannunciano in forte calo. In Sicilia invece serpeggia soddisfazione, dopo alcuni anni di difficoltà, sembra possa riprendersi con la raccolta del 2021 già iniziata nella zona orientale. Le regioni sorvegliate speciali saranno quelle del Nord quest’anno, Lombardia tra tutte, dove alle peggiori gelate di aprile si sono alternati lunghi periodi estivi di caldo che hanno ridotto al minimo la produzione, le prime stime parlano di una riduzione che va dal 60 fino all’80 %. Variegata invece la situazione nel Centro Italia dove, in regioni come la Toscana e l’Umbria il clima incerto ha determinato alcuni attacchi della mosca olearia, mentre in altre zone sembra scongiurato questo rischio, anche se le previsioni parlano di un bilancio negativo. Per capire meglio il trend nel centro Italia abbiamo chiesto a Romolo Gentili, olivicoltore e frantoiano di Farnese (VT) che offre una fotografia della situazione nell’Alta Tuscia Laziale.

“Possiamo in linea di massima anticipare che la stagione qui a Farnese si preannuncia in leggero calo, tanto nella quantità di olive a disposizione che nella qualità, sicuramente inferiore allo scorso anno. Questo è perlopiù dovuto al fatto che le tradizionali cultivar: moraiolo, leccino e frantoiano avendo più polpa hanno subito un attacco da parte della mosca olearia, anche se il tempo di questi giorni ha dato una mano, perché una buona parte di quelle olive aggredite sono cadute a terra, lasciando sulla pianta solo le migliori.”

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Olive a terra aggredite da mosca

Per quanto riguarda invece la cultivar tipica della zona, la caninese, cosa dobbiamo aspettarci?

“La canina a differenza delle altre varietà è schietta e meno attaccata dalla mosca, soprattutto perché la stagione siccitosa ha determinato una diminuzione della polpa nell’oliva, scongiurando così la minaccia della mosca. Per quanto riguarda il trend generale nel Lazio, confrontandomi con colleghi olivicoltori e frantoi della zona si registra una diminuzione della produzione ma con situazioni diverse in base alle aree.”

Una situazione che fa emergere con chiarezza quanto l’intero comparto olivicolo-oleario stia sempre più risentendo dei perentori cambiamenti climatici, a confermarlo anche le recenti parole del Presidente della Federazione olivicola nazionale di Confagricoltura Walter Placida: – La stagione, segnata da una diffusa siccità, soprattutto registrata nelle regioni meridionali, se da una parte ha contenuto le problematiche fitosanitarie, dall’altra ha influenzato negativamente la quantità di prodotto. Per le rese, stiamo invece aspettando dati più organici sulla raccolta, che arriveranno in questi giorni dato che si è iniziato solo al Sud a raccogliere le olive.-

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